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"Ue’!
E fermete nu momento
e vevimmece nu cafè” (Hei, opreste-te un moment sa bem o cafea)

lunedì 17 agosto 2015

Posillipo - Palazzo Donn'Anna


A pensare bene a questo blog scritto in romeno -italiano  - un mio desiderio di far conoscere meglio Napoli ai romeni; sto pensando invece che Napoli è la Regina sconosciuta stesso qui in Italia, e...stesso qui a Napoli. Ecco perché da oggi e da questo post mi esprimerò prima di tutto in italiano.
Giravagando  ;) per Napoli, vi devo confessare che uno dei miei posti preferiti è proprio....Posillipo. Le sue ville, parchi, panorami sul mare, ma ha tanto tanto ancora da scoprire , soprattutto se vogliamo accedere anche alle dimore private. Recentemente ho portato i miei posillipini dove sono nati ;)
Il Palazzo Donn'Anna ha la sua storia, monumento del XVII secolo, icompiuto, venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres.
Il palazzo è il punto di ancoraggio di una delle più celebri leggende napoletane scritte da Matilde Serao. Nel libro Leggende napoletane la scrittrice così lo dipingeva:
« Il bigio palazzo si erge nel mare. Non è diroccato, ma non fu mai finito; non cade, non cadrà, poiché la forte brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie, poiché l'onda del mare non è perfida come quella dei laghi e dei fiumi, assalta ma non corrode. Le finestre alte, larghe, senza vetri, rassomigliano ad occhi senza pensiero; nei portoni dove sono scomparsi gli scalini della soglia, entra scherzando e ridendo il flutto azzurro, incrosta sulla pietra le sue conchiglie, mette l'arena nei cortili, lasciandovi la verde e lucida piantagione delle alghe. Di notte il palazzo diventa nero, intensamente nero; si serena il cielo sul suo capo, rifulgono le alte e bellissime stelle, fosforeggia il mare di Posillipo, dalle ville perdute nei boschetti escono canti malinconici d'amore e le malinconiche note del mandolino: il palazzo rimane cupo e sotto le sue volte fragoreggia l'onda marina… »
Il palazzo visto dalle spalle
Nelle credenze popolari Donn'Anna viene confusa con la famosa e discussa regina Giovanna d'Angiò che qui avrebbe incontrato i suoi giovani amanti, scelti fra prestanti pescatori e con i quali trascorreva appassionate notti di amore, per poi ammazzarli all'alba facendoli precipitare dal palazzo; la leggenda vuole che le anime di questi sventurati giovanotti tuttora si aggirino nei sotterranei dell'antica dimora, affacciandosi al mare ed emettendo lamenti. Altri invece raccontano che la regina facesse uscire il suo amante con una barca a remi dall'entrata che dà sul mare, quella che oggi è possibile vedere dalla spiaggia, tuttora usata dagli inquilini per accedere alle imbarcazioni.
Un'altra leggenda metropolitana, riportata dalla stessa Matilde Serao, narra di un fantasma della giovane e bellissima Mercedes de las Torres che in una scena teatrale baciò il nobile Gaetano di Casapenna, amante della viceregina Anna Carafa. La giovane, nipote della nobildonna Carafa, scomparve misteriosamente. Così conclude la Serao in merito alla leggenda di "Palazzo Donn'Anna":
« Quei fantasmi sono quelli degli amanti? O divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d'amore anche dopo la morte? »
 (vedi Wikipedia, foto da wikipedia)